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Il Centro Commerciale Naturale di Orosei è un’occasione nuova e originale per scoprire, durante gli acquisti, ricche testimonianze storiche e antica tradizione commerciale, artigianale ed enogastronomica Sarda.
La caratteristica del centro Commerciale naturale è di proporre shopping nel centro storico, quindi in una struttura di grande valore, accogliente, con boutique, negozi, ristoranti ed esercizi di forte individualità capaci di accogliere visitatori esigenti, dedicando loro un programma di accoglienza ed eventi legati alle tradizioni e al folclore locale.
 
 
 

Un pò di Storia

Dalle ricerche effettuate dagli studiosi i primi documenti scritti attestanti l’esistenza del paese di Orosei risalgono al periodo compreso fra il 1100 e il 1200. Nel periodo pisano pare che Orosei abbia vissuto le pagine più significative della sua storia grazie alla presenza di un porto abbastanza efficiente gestito da una colonia di mercanti pisani , diretti da un console mercatore, che avevano una loro chiesa (Santa Maria del Mare) e numerosi beni. In questo periodo diventa la sede principale della curia del Giudicato di Gallura ed è dotato di un castello. Risalgono a quest’ epoca la torre di Sant’Antonio, Sa Prejone Vezza, la Parrocchiale di San Giacomo e di San Gavino. Nel 1449 questa zona fu acquistata da Salvatore Guiso che si trasferì, dal castello di Pontes situato a Galtellì, definitivamente a Orosei dando inizio alla costruzione dei famosi palazzi signorili ancora oggi presenti a ben conservati nel centro storico. La zona venne sottoposta a frequenti incursioni nemiche che la saccheggiarono e la distrussero. L’ultima di queste sembra risalire al 1806 quando un esercito di circa mille uomini cercò di assalire il paese di Orosei sorprendendo i suoi abitanti nel sonno. Grazie alla pronta reazione di un cittadino forte e coraggioso, Tomaso Mojolu, che diede l’allarme gridando “ A morte i saraceni’’ gli abitanti uscirono dalle loro case armati e combatterono coraggiosamente fino a quando i nemici non furono costretti a ritirarsi. Tomaso Mojolu diventò un eroe popolare: il suo eroismo e quello della popolazione fu riconosciuto dal re Vittorio Emanuele che ne decantò il coraggio e l’audacia.